Come funziona

Dalla sala parto al laboratorio.

Quattro fasi separano la nascita dalla conservazione di lungo termine: raccolta, trasporto, processazione, criopreservazione. Ti spieghiamo cosa succede in ciascuna — e cosa rende davvero utile un campione.

01 — Le quattro fasi

Ogni passaggio ha un solo scopo: preservare la vitalità delle cellule fino al giorno in cui potrebbero servire.

  1. 01
    Raccolta in sala parto

    Dopo la nascita e il clampaggio del cordone, il sangue residuo viene prelevato dal cordone e dalla placenta. È una procedura indolore e senza rischi per madre e neonato, eseguita quando il bambino è già stato accolto. Se previsto, si raccoglie anche un segmento di tessuto cordonale.

  2. 02
    Trasporto verso la banca

    Il campione va inviato alla banca entro finestre temporali precise: la vitalità delle cellule decade con il tempo e con gli sbalzi di temperatura. La catena del freddo e i tempi di consegna sono parte integrante della qualità finale — e variano tra le banche.

  3. 03
    Processazione

    In laboratorio si separa la frazione ricca di cellule staminali e si riduce il volume. Si eseguono test microbiologici e la tipizzazione HLA, e si misura la dose cellulare. È la fase in cui si stabilisce, di fatto, se il campione è utilizzabile.

  4. 04
    Criopreservazione

    Congelamento controllato e stoccaggio in azoto liquido a circa −196 °C. A questa temperatura l'attività biologica si arresta, permettendo una conservazione di lunghissimo termine.

02 — La qualità del campione

La dose cellulare è il parametro che determina l'efficacia del trapianto.

Non conta solo aver conservato un campione: conta quante cellule contiene, rapportate al peso di chi le riceverà. La dose si misura in cellule nucleate totali per kg di peso del ricevente (TNC/kg) e in cellule CD34+. Sono questi numeri — non il fatto stesso della conservazione — a stabilire se un'unità potrà essere usata.

Per questo cellularità e vitalità del campione sono tra le prime cose da chiedere a una banca.

Cosa chiedere: la checklist
≥ 2,5×107

TNC per kg del ricevente: soglia minima indicativa per il trapianto (linee guida ASTCT).


> 5,0×107

TNC/kg richiesti quando l'unità è solo 4/6 compatibile: a maggiore mismatch HLA serve una dose più alta.


< 2–3×105

CD34+/kg sotto questa soglia: attecchimento ridotto o ritardato.

Perché conta

La compatibilità HLA e la dose cellulare lavorano insieme: un'unità 4/6 compatibile richiede TNC > 5,0×107/kg per avvicinarsi alla stessa mortalità correlata al trapianto di un'unità 5/6 con TNC > 2,5×107/kg. In altre parole, una minore compatibilità si può compensare — entro certi limiti — con una dose cellulare più alta.

Durata della conservazione — quel che sappiamo

La criopreservazione in azoto liquido consente, in linea di principio, una conservazione di lunghissimo termine. La durata contrattuale e le politiche di rinnovo, però, variano tra le banche e non vanno confuse con la longevità biologica del campione: sono due cose distinte, entrambe da verificare prima di scegliere.

Quali domande fare alla banca?

Dose cellulare, vitalità, tempi di trasporto, durata reale della conservazione. Ti aiutiamo a capire cosa chiedere — e a leggere le risposte.

Parla con noi
Come funziona — Cord